Lo spazio e il movimento - DUE TIPI DI STRATEGIE PER LA CODIFICA SPAZIALE - Le strategie egocentriche, Le strategie allocentriche

Nella navigazione intenzionale lo spazio può venire codificato secondo due tipi di strategie.

Le strategie egocentriche

Le strategie egocentriche consistono nel memorizzare la disposizione spaziale dell'ambiente circostante, visto da una prospettiva centrata in ogni momento sul soggetto, e successivamente essere in grado di ricordare la sequenza dei punti di riferimento via via incontrati e dei movimenti o svolte effettuati lungo il percorso così come l'associazione tra un punto di riferimento dato e la direzione intrapresa. Questo tipo di strategia coinvolge un tipo di memoria chiamata “topocinestesica” (Lambrey et al. 2003).

E' stato dimostrato che a livello sensoriale questa memoria utilizza informazioni provenienti da diversi canali, in particolare ma non solo quello vestibolare, riguardanti le svolte e le accelerazioni corporee, e che le principali variabili che descrivono i percorsi locomotori sono processate da moduli distinti. Per esempio, ci sarebbe una dissociazione tra la memoria per la distanza percorsa e quella per la direzione (Berthoz, 1995).

I tre principali tipi di variabili coinvolgenti la memoria topocinestesica sono processati da distinti substrati neuronali: le rotazioni corporee, elaborate a livello della corteccia “vestibolare” che raccoglie e combina stimoli visivi, vestibolari e cinestesici di altra natura; la direzione del capo nello spazio, stimata dal cosiddetto “head direction cell system”; la posizione del corpo nello spazio, processata a livello dell'ippocampo utilizzando le informazioni derivanti dal movimento corporeo.

Le strategie allocentriche

Le strategie allocentriche, al contrario, consistono nel rappresentarsi l'ambiente come una sorta di mappa e di guardarla mentalmente in modo da direzionarsi o localizzarsi all'interno dell'ambiente visto dall'esterno. Questi tipi di rappresentazione dello spazio e l'orientamento basato su di essi possono essere acquisiti direttamente osservando la mappa o tramite l'integrazione delle informazioni raccolte sequenzialmente attraverso una codifica egocentrica nel corso della navigazione.

Indice

  INTRODUZIONE
   
Capitolo 1

1. LA PARALISI CEREBRALE INFANTILE

  1.1 DEFINIZIONE
  1.2 EPIDEMIOLOGIA
  1.3 DIAGNOSI DI LESIONE
  • 1.3.1 Il neonato pretermine
  • 1.3.2 Il neonato a termine
 

1.4 CLASSIFICAZIONI

  • 1.4.1 Hagberg e al. (1975)
  • 1.4.2 Rosembaum e al.(2007)
  • 1.4.3 Ferrari-Cioni (2010)
 

1.5 LE FORME SPASTICHE

  • 1.5.1 La tetraplegia
  • 1.5.2 La diplegia (Segni clinici caratteristici, Forme cliniche)
  • 1.5.3 L'emiplegia (Segni clinici caratteristici, Forme cliniche)
  1.6 DISTURBI E FATTORI ASSOCIATI - Ritardo mentale, Epilessia, Disturbi della funzione visiva, Disturbi psichiatrici
Capitolo 2 2. FUNZIONI NON VERBALI
  2.1 FUNZIONI NON VERBALI
  2.1.1 Le funzioni visuo-percettive
 

2.1.2 Le funzioni visuo-spaziali

2.1.2.1 I disturbi visuo-spaziali

  • Disturbi dell'esplorazione visiva
  • Disturbi della percezione spaziale
  • Disturbi del pensiero spaziale
  • Disturbi visuo-costruttivi
 

2.2 ASPETTI EVOLUTIVI

  • 2.2.1 Prima infanzia
  • 2.2.2 Seconda infanzia
  • 2.2.3 Terza Infanzia
  2.3 Vie anatomo-funzionali di elaborazione visiva:le vie del "What" e del "Where"
Capitolo 3 3. LA MEMORIA DI LAVORO
  3.1 LA MEMORIA E LE SUE SOTTOCOMPONENTI
 

3.2 LA MEMORIA DI LAVORO

  • 3.2.1 I modelli teorici
    • Il modello di Cornoldi e Vecchi (2003)
  • 3.2.2.1 La memoria di lavoro visuo-spaziale (MLVS), La MLVS nel bambino
  • 3.2.3 Aree cerebrali coinvolte nella memoria di lavoro
Capitolo 4 4. LO SPAZIO E IL MOVIMENTO
  4.1 LO SPAZIO
  4.2 Il movimento - LA NAVIGAZIONE
 

4.3 DUE TIPI DI STRATEGIE PER LA CODIFICA SPAZIALE

  • 4.3.1 Le strategie egocentriche
  • 4.3.2 Le strategie allocentriche
  4.4 ASPETTI EVOLUTIVI
 

4.4.1 ASPETTI EVOLUTIVI

  • 4.4.2 Il neonato e lo spazio, Il bambino e lo spazio
 

4.5 STUDI RECENTI

  • 4.5.1 Aree cerebrali coinvolte nella codifica spaziale
Capitolo 5 5. LO STUDIO: MATERIALI E METODI - Introduzione allo studio
  5.1 IL CAMPIONE
 
  • 5.1.1 Caratteristiche del campione
  • 5.1.1.1 Età gestazionale
  • 5.1.1.2 Lesione cerebrale
  • 5.1.1.3 Livello cognitivo
  • 5.1.1.3.1 Profilo cognitivo
 

5.2 IL "WALKED CORSI TEST"

  • 5.2.1 Apparato sperimentale
  • 5.2.2 Svolgimento della prova
  • 5.2.3 Le sequenze
  5.3 ANALISI DEI DATI
  6. LO STUDIO: RISULTATI
   
  7. DISCUSSIONI
  7.1 CONSIDERAZIONI
  CONCLUSIONI
   
  Tesi di Laurea di: Ylenia Capuzzo

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