Disturbi della comunicazione

I disturbi della comunicazione comprendono deficit del linguaggio, dell’eloquio e della comunicazione. Per eloquio si intende la produzione espressiva di suoni e comprende articolazione, fluenza, voce e qualità di risonanza di un individuo. Il linguaggio comprende la forma, la funzione e l’utilizzo di un sistema convenzionale di simboli (per es., le parole pronunciate, il linguaggio gestuale, le parole scritte, le immagini) con una modalità governata da regole per la comunicazione. La comunicazione comprende qualsiasi comportamento verbale o non verbale (intenzionale o non intenzionale) che influenza il comportamento, le idee e le attitudini di un altro individuo. Le valutazioni delle abilita di eloquio, linguaggio e comunicazione devono tener conto del contesto culturale e della lingua dell’individuo, in particolare per gli individui che crescono in ambienti bilingui Le misurazioni standardizzate dello sviluppo del linguaggio e della capacita intellettiva non verbale devono essere pertinenti al gruppo culturale e linguistico (cioè test sviluppati e standardizzati per un determinato gruppo di persone possono non fornire appropriata normatività per un gruppo diverso). La categoria diagnostica dei disturbi della comunicazione comprende i seguenti disturbi: disturbo del linguaggio, disturbo fonetico fonologico, disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia (balbuzie), disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) ex altri disturbi della comunica zione con altra specificazione o senza Specificazione.

Disturbo del linguaggio 315.32 (F802)

Criteri diagnostici

  1. Difficolta persistenti nell'acquisizione e nell’uso di diverse modalità di linguaggio (cioè linguaggio parlato, scritto, gestuale o dl altro tipo) dovute a deficit della comprensione o della produzione che comprendono i seguenti elementi:
    1. Lessico ridotto (conoscenza e uso delle parole).
    2. Limitata strutturazione delle frasi (capacità di mettere insieme parole per formare frasi fondate sulle regole sintattiche e morfologiche).
    3. Compromissione delle capacità discorsive (capacità di usare le parole e di connettere le frasi tra loro per spiegare o descrivere un argomento o una serie di eventi o per sostenere una conversazione).
  2. Le capacità di linguaggio sono al di sotto di quelle attese per l’età in maniera significativa e quantificabile, portando a limitazioni funzionali dell'efficacia della comunicazione, della partecipazione sociale. dei risultati scolastici o delle prestazioni professionali, individualmente o in qualsiasi combinazione.
  3. L'esordio dei sintomi avviene nel periodo precoce dello sviluppo.
  4. Le difficoltà non sono attribuibili a compromissione dell’udito o ad altra compromissione sensoriale, a disfunzioni motorie o ad altre condizioni mediche o neurologiche e non sono meglio spiegate da disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo) o da ritardo globale dello sviluppo.

Caratteristiche diagnostiche

Le caratteristiche diagnostiche principali del disturbo del linguaggio sono le difficolta nell’acquisizione e nell’uso del linguaggio dovute a deficit della comprensione o della produzione del lessico, della struttura della frase e del discorso. I deficit del linguaggio sono evidenti nella comunicazione parlata, scritta, o nel linguaggio gestuale. L’apprendimento e l’uso del linguaggio dipendono sia dalla abilità ricettiva sia da quella espressiva. L’abilità espressiva si riferisce alla produzione di segnali vocali, gestuali o verbali, mentre l’abilità ricettiva si riferisce al processo di ricezione e comprensione dei messaggi linguistici. E necessario valutare le abilita linguistiche sia espressiva che ricettiva in quanto possono esse re diversamente compromesse. Per esempio, il linguaggio espressivo di un individuo può essere gravemente compromesso, mentre il suo linguaggio ricettivo può esserlo appena. Il disturbo del linguaggio in genere interessa il lessico e la grammatica, e questi effetti limitano poi la capacita discorsiva. È probabile che le prime parole e frasi del bambino abbiano un esordio ritardato; l’estensione del vocabolario è più limitata e meno varie geta di quella attesa; le frasi sono più brevi e meno complesse, con errori grammaticali, soprattutto nei verbi coniugati al passato. I deficit della comprensione del linguaggio sono frequentemente sottostimati, in quanto i bambini possono essere bravi a utilizza re il contesto per dedurre il significato di quanto ascoltano. Ci possono essere problemi nel trovare le parole, definizioni verbali impoverite, o scarsa comprensione di sinonimi, significati molteplici o giochi di parole appropriati per età e cultura. Problemi nel ricordare parole e frasi nuove si manifestano con la difficolta nel seguire istruzioni di crescente lunghezza, difficoltà di riprodurre sequenze di informazioni verbali (per es., ricordare un numero telefonico o la lista della spesa) e difficoltà nel ricordare nuove sequenze di suoni, una capacita che può essere importante per l’apprendimento di nuove parole. Le difficoltà nel discorso sono rappresentate da una ridotta capacita di fornire informazioni adeguate riguardo a eventi rilevanti e di raccontare una storia in maniera coerente.

La difficolta nel linguaggio si manifesta con abilita che sono quantificabiImente e sostanzialmente al di sotto del livello atteso per l’età, che interferiscono in modo significativo con il rendimento scolastico, le prestazioni professionali, l’efficacia della comunicazione o la socializzazione (Criterio B). Una diagnosi di disturbo del linguaggio e fatta sulla base di una sintesi dell’anamnesi dell’individuo, dell’osservazione clinica diretta in contesti diversi (cioè casa, scuola o lavoro) e dei punteggi dei test standardizzati per le abilità di linguaggio, che possono essere utilizzati pe; la valutazione del livello di gravita.

Caratteristiche associate a supporto della diagnosi

E spesso presente una storia familiare positiva peri disturbi del linguaggio. Gli individui, anche bambini, possono essere capaci di adattarsi al proprio linguaggio limita to. Possono sembrare Limidi o restii a parlare. Gli individui affetti possono preferire comunicare solo con i membri della famiglia o con altri individui familiari. Sebbene questi indicatori sociali non siano diagnostici di un disturbo del linguaggio, se sono importanti e persistenti giustificano una valutazione completa del linguaggio. Il disturbo del linguaggio, in particolare nella forma con deficit espressivi, può presentarsi in concomitanza con il disturbo fonetico fonologico.

Sviluppo e decorso

L’acquisizione del linguaggio è segnata da cambiamenti a partire dall’esordio nei primi anni di Vita fino al livello di competenza adulto che si manifesta durante l’adolescenza. I cambiamenti si manifestano nelle diverse dimensioni del linguaggio (suoni, parole, grammatica, testi narrativi/espositivi e abilita nella conversazione) con incrementi e sìncronie graduati in base all’età. ]] disturbo del linguaggio emerge precocemente durante il periodo dello sviluppo; tuttavia, vi e una notevole variabilità nella prima acquisizione del vocabolario e nelle prime combinazioni di parole, e le differenze individuali non sono, come indicatori autonomi, altamente predittive dì esiti successivi. Dall’età di 4 anni le differenze individuali nelle abilita di linguaggio sono più stabilì, con migliore accuratezza di misurazione, e sono altamente predittive degli esiti successivi. È probabile che il disturbo del linguaggio diagnosticato dai 4 anni di età rimanga stabile nel tempo e tipicamente persista nell’era adulta, sebbene il particolare profilo dei punti di forza e di debolezza del linguaggio possa cambiare nel corso dello sviluppo.

Fattori di rischio e prognosi

I bambini con compromissioni del linguaggio ricettivo hanno una prognosi peggiore rispetto a quelli con compromissioni prevalentemente espressive. Sono più resistenti al trattamento, e sono frequentemente osservate difficoltà di comprensione della lettura.

Fattori genetici e fisiologici. I disturbi del linguaggio sono altamente ereditabili, e i membri della famiglia presentano una probabilità maggiore d1 avere una storia di compromissione del linguaggio.

Diagnosi differenziale

Normali variazioni dei linguaggio. Il disturbo del linguaggio deve essere distinte dalle normali variazioni del linguaggio legate allo sviluppo> e questa distinzione può essere difficile prima dei 4 anni di età. Le variazioni del linguaggio regionali, sociali o culturali/ etniche (per es., i dialetti) devono essere considerate quando un individuo viene valutato per compromissione del linguaggio.

Compromissione uditiva o sensoriale di altro tipo. Una compromissione uditiva deve essere esclusa come causa primaria delle difficoltà linguistiche. I deficit del linguaggio possono essere associati a una compromissione dell’udito o a un altro deficit senso riale, o a deficit motorio dell’eloquio. Quando i deficit del linguaggio sono in eccesso rispetto a quelli normalmente associati a tali problemi, una diagnosi di disturbo del linguaggio può essere posta.

Disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo). Il ritardo del linguaggio e spesso la caratteristica con cui si presenta la disabilità intellettiva, e la diagnosi definitiva non può essere fatta fino a quando il bambino non è in grado di completare le valutazioni standardizzate. Non viene posta una diagnosi separata a meno che i deficit del linguaggio non eccedano chiaramente le limitazioni intellettive.

Disturbi neurologici. Il disturbo del linguaggio può essere acquisito in associazione a disturbi neurologici, tra cui l’epilessia (per es., afasia acquisita o sindrome di Landau - Kleffner).

Regressione del linguaggio. La perdita dell’eloquio e del Linguaggio in un bambino di età inferiore ai 3 anni può essere Lm segno di disturbo dello spettro dell’autismo (con regressione dello sviluppo) o di una specifica condizione neurologica, come la sindrome di Landau Kleffner. Tra i bambini di età superiore ai 3 anni, la perdita del linguaggio può essere un sintomo di convulsioni, ed è necessaria una valutazione diagnostica per escludere la presenza di epilessia (per es., elettroencefalogramrna di routine ed eseguito durante il sonno).

Comorbilità

I] disturbo del linguaggio è fortemente associato ad altri disturbi del neurosviluppo, in termini di disturbo specifico dell’apprendimento (competenze linguistiche e matematiche), disturbo da deficit di attenzione/iperattività, disturbo dello spettro dell’autismo e disturbo dello sviluppo della coordinazione. È anche assodato a disturbo della comunicazione sociale (pragmatica). Una storia familiare di disturbi dell’eloquio o del linguaggio e spesso presente.

Disturbo fonetico fonologico 315.39 (F300)

Criteri diagnostici

  1. Persistente difficoltà nella produzione dei suoni dell'eloquio che interferisce con l’intelligibilità dell’eloquio o impedisce la comunicazione verbale di messaggi.
  2. L'alterazione causa limitazioni dell'efficacia della comunicazione che interferiscono con la partecipazione sociale, ii rendimento scolastico o le prestazioni professionali, individualmente o in qualsiasi combinazione
  3. L'esordio dei sintomi avviene nei periodo precoce dello sviluppo.
  4. Le difficoltà non sono attribuibili a condizioni congenite () acquisite, come paralisi cerebrale, palatoschisi, sordità o ipoacusia, danno cerebrale da trauma, o ad altre condizioni mediche o neurologiche.

Caratteristiche diagnostiche

La produzione dei suoni dell'eloquio definisce l’articolazione chiara di fonemi (cioè i singoli suoni) che in combinazione danno luogo alle parole. La produzione dei suoni dell’eloquio richiede sia la conoscenza fonologica dei suoni dell’eloquio sia 1a capacità di coordinare i movimenti degli organi articolatori (cioè mascella, lingua e labbra) con 1a respirazione e con la vocalizzazione finalizzata all’eloquio. I bambini con difficoltà nella produzione dell’eloquio possono incontrare difficoltà nella conoscenza fonologica dei suoni dell’eloquio o nella capacita di coordinare i movimenti necessari all’eloquio di grado diverso. Il disturbo fonetico-fonologico e pertanto eterogeneo nei suoi meccanismi di base e comprende un disturbo fonologico e un disturbo dell’articolazione. Un disturbo fonetico fonologico viene diagnosticato quando la produzione dei suoni dell’eloquio non e quella che ci si aspetterebbe in base all’età e alla fase di sviluppo del bambino e quando i deficit non sono il risultato di compromissione fisica, strutturale, neurologica o uditiva. Tra i bambini di4 anni di età con uno sviluppo regolare l’eloquio generale dovrebbe essere comprensibile, mentre all’età di2 anni solo 1'15 0% dell’eloquio può essere comprensibile.

Caratteristiche associate a supporto della diagnosi

Un disturbo del linguaggio, in particolare con deficit espressivi, si può verificare in concomitanza con il disturbo fonetico fonologico. Una storia familiare positiva per disturbi dell’eloquio o del linguaggio e spesso presente.

Se la capacità di coordinare rapidamente gli organi articolatori è un aspetto importante delle storia dell’individuo, può essere presente una storia di ritardo o di in coordinazione nell‘acquisizione di quelle abilita Che utilizzano gli stessi organi articola tori e i relativi muscoli facciali; tali abilita comprendono, tra le altre, la masticazione, il mantenete la bocca chiusa e il soffiarsi il naso. Altre aree della coordinazione motoria possono essere compromesse allo stesso modo che nel disturbo dello sviluppo della coordinazione. La disprassia verbale è un termine utilizzato anche per indicare i problemi di produzione dell’eloquio.

L’eloquio può essere compromesso in modo differente in alcune condizioni genetiche (per es., sindrome di Down, sindrome da delezione di 22q, mutazione delgene FoxP2). Se presenti, anche tali condizioni dovrebbero essere codificate.

Sviluppo e decorso

Imparare a produrre i suoni dell’eloquio in modo chiaro e corretto e imparare a pro durre un eloquio articolato e fluente sono abilita legate allo sviluppo. L’articolazione dei suoni dell’eloquio segue un modello di sviluppo, che si riflette nei valori normativi per l’età dei test standardizzati. Non e insolito per i bambini con sviluppo regolare utilizzare processi evolutivi per accorciare parole e sillabe nel periodo in cui imparano a parlare, ma la loro progressione nel gestire la produzione dei suoni dell’eloquio dovrebbe portare a un eloquio per Io più comprensibile entro l’età di 3 anni. I bambini con disturbo fonetico fonologico continuano a utilizzare processi immaturi di semplificazione fonologica anche dopo aver superato l’età in cui 1a maggior parte dei bambini e in grado di produrre parole in modo chiaro.

La maggior parte dei suoni dell’eloquio dovrebbe essere prodotta in modo chiaro e la maggior parte delle parole dovrebbe essere pronunciata con precisione a seconda dell’età e delle norme di comunità entro i 7 anni d’età. I suoni più frequentemente articolati in maniera errata tendono anche a essere appresi più tardi (c, l, r, s, z, gl, gn). Un’errata articolazione di uno qualsiasi di questi suoni potrebbe essere considerata nei limiti della norma fino all’età di 8 anni. Quando sono coinvolti suoni multipli, può essere corretto individuare alcuni di questi suoni come parte di un progetto per migliorare la comprensibilità prima dell’era in cui quasi tutti i bambini possono produrli in modo preciso. La blesità (cioè articolare male le sibilanti) e particolarmente comune e può comportare modalità frontali o laterali di direzione del flusso d’aria. Può essere associata ad anomala modalità di deglutizione legata a protrusione linguale.

La maggior parte dei bambini con disturbo fonetico fonologico risponde bene a1 trattamento, e le difficoltà nell’eloquio possono migliorare nel tempo, e quindi il dì sturbo può non essere permanente. Tuttavia, quando e presente anche un disturbo del linguaggio, il disturbo dell'eloquio ha una prognosi peggiore e può essere assodato & disturbi specifici dell’apprendimento.

Diagnosi differenziale

Normali variazioni dell'eloquio. Prima di porre la diagnosi dovrebbero essere considerate le variazioni dell’eloquio regionali, sociali o culturali/etniche.

Compromissione uditiva o sensoriale di altro tipo. Una compromissione dell’udito o sordità può provocare anomalie dell’eloquio. I deficit dell’eloquio possono essere associati a una compromissione uditiva o a un altro deficit sensoriale o a deficit motorio del l’eloquio. Quando i deficit dell’eloquio sono in eccesso rispetto a quelli normalmente associati a questi problemi, una diagnosi di disturbo fonetico fonologico può essere posta.

Deficit strutturali. La compromissione dell’eloquio può essere dovuta a deficit strutturali (per es., palatoschisi).

Disartria. La compromissione dell’eloquio può essere attribuibile a un disturbo motorio, Come la paralisi cerebrale. I segni neurologici, così come le specifiche caratteristiche della voce, differenziano la disartria dal disturbo fonetico fonologico, anche se nei bambini piccoli (di età inferiore ai 3 anni) la distinzione può essere difficile, soprattutto quando e quasi o del tutto assente un coinvolgimento motorio corporeo generale (come, per esempio, nella sindrome di Worster-Drought).

Mutismo selettivo. L’uso limitato dell’eloquio può essere un segno di mutismo selettivo, un disturbo d’ansia caratterizzato da povertà dell'eloquio in uno o più contesti o ambienti. Il mutismo selettivo può svilupparsi in bambini con un disturbo dell'eloquio a causa dell’imbarazzo causato dalle loro compromissioni di linguaggio, ma molti bambini con mutismo selettivo mostrano un eloquio normale negli ambienti “sicuri”, come a casa, o con gli amici stretti.

Disturbo della fluenza con esordio nell'infanzia (balbuzie) 315.35 (F80.81)

Criteri diagnostici

  1. Alterazioni della normale fluenza e della cadenza dell’eloquio, che sono inappropriate per l'età dell’individuo e per le abilita linguistiche persistono nel tempo e sono caratterizzate dal frequente e marcato verificarsi di una (o più) dei seguenti elementi:
    1. Ripetizioni di suoni e sillabe.
    2. Prolungamenti dei suoni delle consonanti così come delle vocali.
    3. Interruzione di parole (per es.. pause all‘interno di una parola).
    4. Blocchi udibili o silenti (pause del discorso colmate o non colmate).
    5. Circonlocuzioni (sostituzioni di parole per evitare parole problematiche).
    6. Parole pronunciate con eccessiva tensione fisica.
    7. Ripetizioni di intere parole monosillabiche (per es., "Lo lo-Io-lo vedo”).
  2. L’alterazione causa ansia nel parlare o limitazioni dell’efficacia della comunicazione, della partecipazione sociale, o del rendimento scolastico o lavorativo, individualmente o in qualsiasi combinazione.
  3. L'esordio dei sintomi avviene nel periodo precoce dello sviluppo. (Nota: I casi con esordio tardivo sono diagnosticati come 307.0 [F985] disturbo della fluenza con esordio nell'età adulta.)
  4. L'alterazione non è attribuibile a deficit motorio dell‘eloquio o a deficit sensoriali, a disfluenza associata a danno neurologico (per es., ictus cerebrale, tumore, trauma) o ad altra condizione medica, e non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale.

Caratteristiche diagnostiche

La manifestazione principale del disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia (balbuzie) è un’alterazione della normale fluenza e della cadenza dell’eloquio che non e adeguata all’età dell'individuo. Questa alterazione è caratterizzata da frequenti ripetizioni o prolungamenti di suoni o sillabe &: da altri tipi di alterazioni dell’eloquio, compresi interruzioni di parole (per es., pause all’interno di una parola), blocchi udibili o silenti (per es., pause del discorso colmate o non colmate) , circonlocuzioni (per es., sostituzioni di parole per evitare parole problematiche), parole pronunciate con eccessiva tensione fisica e ripetizioni di intere parole monosillabiche (per es., “Lo lo - lo lo vedo"). L’alterazione nella fluenza interferisce coni risultati scolastici o professionali o con la comunicazione sociale. L'entità dell’alterazione varia da situazione a situazione, e spesso e piu grave quando vi è una spedale pressione a comunicare (per es., presentare una re lazione a scuola, fare un colloquio per un lavoro). La disfluenza e spesso assente durante la lettura orale, il canto e il colloquio con oggetti inanimati o con animali domestici.

Caratteristiche associate a supporto della diagnosi

Può svilupparsi ansia anticipatoria verso tale problematica. L’individuo che parla può tentare di evitare le disfluenze attraverso meccanismi linguistici (per es., alterando la velocità dell’eloquio, evitando certe parole o suoni) o evitando discorsi in certe situazioni, come telefonare o parlare in pubblico. Oltre a essere caratteristiche del disturbo, lo stress e l’ansia hanno dimostrato essere fattori esacerbanti della disfluenza. Il disturbo della fluenza con esordio nell‘infanzia può anche essere accompagnato da movimenti ( per es., ammiccamento, tic, tremori delle labbra o del viso, spasmi del capo, movimenti respiratori, pugni stretti). I bambini con disturbo della fluenza mostrano una varietà di abilita linguistiche, e la relazione tra il disturbo della fluenza e le abilita linguistiche non e chiara.

Sviluppo e decorsa

Il disturbo della fluenza con esordio nell‘infanzia, o balbuzie nello sviluppo, si verifica entro iì 6 anni di età nell’80-90% degli individui affetti, con un’età di esordio tra i 2 e i 7 anni. L’esordio può essere insidioso o improvviso. Tipicamente, le disfluenze iniziano in modo graduale, con la ripetizione delle consonanti iniziali, (idle prime parole delle frasi o delle parole lunghe. Il bambino potrebbe non essere consapevole delle proprie disfluenze. A mano a mano che il disturbo progredisce, le disfluenze diventano più frequenti e interferenti, verificandosi nelle parole o nelle frasi più significative del discorso, Quando il bambino diviene consapevole delle difficolta nell’eloquio, può sviluppare dei meccanismi per evitare le disfluenze e le risposte emozionali, tra cui l’astenersi del parlare in pubblico e l’uso di enunciati brevi e semplici. Uno studio longitudinale mostra che il 65-85 % dei bambini si ristabilisce dalla disfluenza, con la gravità del disturbo della fluenza all’età di 8 anni che predice il recupero o la persistenza del disturbo nell’era adolescenziale e in quelle successive.

Fattori di rischio e prognosi

Fattori genetici e fisiologici. II rischio di balbuzie tra parenti biologici di primo grado di individui con disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia e maggiore di 3 volte rispetto alla popolazione generale.

Conseguenze funzionali del disturbo della fluenza con esordio nell'infanzia [balbuzie]

Oltre a essere caratteristiche proprie del disturbò, lo stress e l’ansia hanno dimostrato essere fattori esacerbanti della disfluenza. Da questa ansia può derivare una compromissione del funzionamento sociale.

Diagnosi differenziale

Deficit sensoriali. Le disfluenze dell‘eloquio possono essere associate a compromissione uditiva o ad altro deficit sensoriale 0 a un deficit motorio dell’eloquio. Quando le disfluenze dell’eloquio sono eccessive rispetto a quelle solitamente associate a questi problemi, una diagnosi di disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia può essere posta.

Normali disfluenze dell'eloquio. Il disturbo deve essere distinto dalle normali disfluenze che si presentano frequentemente nei bambini piccoli, che comprendono ripetizioni di intere parole o frasi (per es., “Io voglio, io voglio un gelato"), frasi incomplete, interiezione, pause vuote e commenti parentetici. Se queste difficoltà aumentano in frequenza e complessità con la crescita del bambino, una diagnosi di disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia risulta appropriata.

Effetti collaterali di farmaci. La balbuzie può verificarsi come effetto collaterale di farmaci e può essere individuata sulla base di una relazione temporale con l'esposizione al farmaco.

Disfluenze con esordio nell'età adulta. Sc l’esordio delle disfluenze avviene durante o dopo l’adolescenza, si tratta di “disfluenza con esordio nell’era adulta” invece che di disturbo del neurosviluppo. Le disfluenze con esordio nell’età adulta sono associate a danni neurologici specifici e a una varietà di condizioni mediche e di disturbi mentali e possono essere specificate insieme a questi, sebbene non siano categorie diagnosti che del DSM-5.

Disturbo di Tourette. I tic vocali e le vocalizzazioni ripetitive del disturbo di Tourette dovrebbero essere distinti dai suoni ripetitivi del disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia per la loro natura e per la loro tempistica.

Disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) 315.39 (F80.89)

Criteri Diagnostici

  1. Persistenti difficoltà nell’ uso sociale della comunicazione verbale e non verbaie come manifestato da tutti i seguenti elementi:
    1. Deficit dell'uso della comunicazione per scopi sociali, come salutarsi e scambiarsi informazioni, con modalità appropriate al contesto sociale.
    2. Compromissione della capacita di modificare la comunicazione al fine di renderla adeguata al contesto o alle esigenze di chi ascolta, come parlare diversamente a seconda che ci si trovi in un’aula scolastica o in un parco giochi, parlare con un bambino diversamente da come si parla con un adulto, ed evitare l’uso di un linguaggio troppo formale.
    3. Difficoltà nel seguire le regole della conversazione e della narrazione come rispettare i turni in una conversazione, riformulare una frase quando male interpretata e saper utilizzare i segnali verbali e non verbali per regolare l'interazione.
    4. Difficoltà nel capire ciò che non viene dichiarato esplicitamente (per es., fare inferenze) e i significati non letterali o ambigui del linguaggio (per es., idiomi, frasi umoristiche, metafore, significati molteplici la cui interpretazione dipende dal contesto).
  2. I deficit causano limitazioni funzionai del efficacia della comunicazione, della partecipazione sociale, delle relazioni sociali, del rendimento scolastico o delle prestazioni professionali, individualmente o in combinazione.
  3. L'esordio dei sintomi avviene nel periodo precoce dello sviluppo (ma i deficit possono non manifestarsi pienamente fino al momento in cm le esigenze di comunicazione sociale non eccedono le capacità limitate).
  4. I sintomi non sono attribuibili a un’altra condizione medica o neurologica o a basse capacità negli ambiti della struttura della parola e della grammatica, e non sono meglio spiegati da disturbo dello spettro dell’autismo, disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo), ritardo globale dello sviluppo o da un altro disturbo mentale.

Caratteristiche diagnostiche

Il disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) è caratterizzato da una difficolta primaria con la pragmatica o con l’uso sociale del linguaggio e della comunicazione, come manifestato da deficit nel comprendere e nel seguire le regole sociali della comunicazione verbale e non verbale in contesti naturalistici, nel cambiare linguaggio in base alle esigenze dell’interlocutore o della situazione, e nel seguire le regole della conversazione e della narrazione. I deficit nella comunicazione sociale producono limitazioni funzionali dell’efficacia della comunicazione, della partecipazione sociale, dello sviluppo di relazioni sociali, del rendimento scolastico o delle prestazioni lavorative. I deficit non sono meglio spiegati da ridotte abilita negli ambiti del linguaggio strutturale o delle capacita cognitive.

Caratteristiche associate a supporto della diagnosi

La più comune caratteristica associata al disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) e la compromissione del linguaggio, che e caratterizzata da una storia di ritardi nel raggiungere le tappe attese dello sviluppo linguistico, e da problematiche attuali o passate del linguaggio strutturato (si veda “Disturbo del linguaggio” in questo capitolo). Gli individui con deficit della comunicazione sociale possono evitare le interazioni sociali.

Tra gli individui affetti sono molto comuni il disturbo da deficit di attenzione / iperattività (DDAI), problemi del comportamento e disturbi specifici dell’apprendimento.

Sviluppo e decorso

La diagnosi di disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) e rara tra i bambini con un’età inferiore a 4 anni, dato che la comunicazione sociale (pragmatica) dipende dall’adeguato processo di sviluppo dell’eloquio e del lignaggio, All’età di 4 o 5 an ni, molti bambini dovrebbero possedere abilita di eloquio e di linguaggio sufficientemente adeguate da permettere l’identificazione di deficit specifici nella comunicazione sociale. Le forme più lievi del disturbo possono non essere evidenti fino all’inizio dell‘adolescenza, quando il linguaggio e le interazioni sociali diventano più complessi.

L’esito del disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) e variabile, con alcuni bambini Che migliorano notevolmente nel corso del tempo a altri che continuano ad avere difficoltà che persistono in età adulta. Anche tra coloro che presentano migliora menti significativi, i deficit precoci nella pragmatica possono causare compromissioni durature delle relazioni sociali e del comportamento e anche nell'acquisizione di altre abilità connesse, come l’espressione scritta.

Fattori di rischio e prognosi

Fattori genetici e fisiologici. Una storia familiare positiva di disturbo dello spettro del l’autismo, disturbi della comunicazione o disturbo specifico dell’apprendimento sembra aumentare il rischio di disturbo della comunicazione sociale (pragmatica).

Diagnosi differenziale

Disturbo dello spettro dell‘autismo. Il disturbo dello spettro dell‘autismo è la prima ipotesi diagnostica da prendere in considerazione per gli individui con deficit della comunicazione sociale, I due disturbi possono essere differenziati per la presenza nel disturbo dello spettro dell’autismo di pattern di comportamento, interessi o attività ristretti/ripetitivi, e per la loro assenza nel disturbo della comunicazione sociale (pragmatica). Gli individui con disturbo dello spettro dell’autismo possono presentare solo pattern di comportamento, interessi e attività ristrette/ripetitivi durante il periodo precoce dello sviluppo, quindi deve essere ottenuta una storia clinica completa. L’assenza attuale di sintomi non esclude una diagnosi di disturbo dello spettro dell’autismo nel caso in cui gli interessi ristretti e i comportamenti ripetitivi fossero stati presenti in passato. Una diagnosi di disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) dovrebbe essere considerata soltanto se nella storia dello sviluppo dell’individuo non viene rilevata alcuna evidenza di pattern di comportamento, interessi o attività ristretti/ripetitivi.

Disturbo da deficit di attenzione/iperattività. I deficit primari del DDAI possono cansare compromissioni della comunicazione sociale e limitazioni funzionali dell‘efficacia della comunicazione, della partecipazione sociale o del rendimento scolastico.

Disturbo d'ansia sociale (fobia sociale). I sintomi del disturbo della comunicazione sociale si sovrappongono a quelli del disturbo d’ansia sociale. La caratteristica che differenzia i due disturbi e il tempo di insorgenza dei sintomi. Nel disturbo della comunicazione sociale (pragmatica), l’individuo non ha mai avuto una comunicazione sociale efficace; nel disturbo d‘ansia sociale, le capacita di comunicazione sociale si sono sviluppate adeguatamente ma non vengono utilizzate a causa di ansia, timore o disagio nei confronti delle interazioni sociali.

Disturbo della comunicazione senza specificazione 57

Disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo) e ritardo globale della sviluppo. Le abilità nella comunicazione sociale possono essere deficitarie negli individui con ritardo globale dello sviluppo o con disabilità intellettiva, ma una diagnosi distinta non viene posta a meno che i deficit della comunicazione sociale non siano chiaramente superiori alle limitazioni intellettuali.

Disturbo della comunicazione senza specificazione 307.9 (F80.9)

Questa categoria si applica alle manifestazioni in cui i sintomi caratteristici dei disturbo della comunicazione che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti, predominano ma non soddisfano pienamente i criteri per un disturbo della comunicazione o per uno qualsiasi dei disturbi della classe diagnostica dei disturbi del neurosviluppo. La categoria disturbo della comunicazione senza specificazione è utilizzata in situazioni in cui il cinico sceglie di non specificare la ragione per cui i criteri per un disturbo della comunicamene o per uno specifico disturbo del neurosviluppo non sono soddisfatti e comprende le manifestazioni in cui ci sono informazioni insufficienti per porre una diagnosi più specifica.

Tratto da www.neuropsicomotricista.it  + Titolo dell'articolo + Nome dell'autore (Scritto da...) + eventuale bibliografia utilizzata

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